Dal bisogno al cibo: cosa succede prima del primo morso

Articolo · Mindful Eating Online · Lettura: circa 3 minuti
Fine giornata. Rientri a casa, posi le chiavi, e quasi senza accorgertene ti ritrovi davanti alla dispensa. Un biscotto, poi un altro. Solo dopo arriva la domanda: avevo davvero fame?
Sono convinta che quasi tutti conoscano questa scena. E voglio dirlo subito: cercare conforto nel cibo è profondamente umano. Lo facciamo da quando siamo neonati. Il cibo consola, scalda, a volte ci riporta a ricordi belli.
Il punto, nel Mindful Eating, non è smettere di farlo. È accorgersi di cosa succede prima di quel primo morso. Perché tra ciò che sentiamo e il cibo c'è un piccolo percorso che di solito attraversiamo in un attimo, con il pilota automatico. Proviamo a guardarlo più da vicino.
Prima c'è un'emozione
Tutto parte da qualcosa che proviamo: stanchezza, agitazione, tristezza, noia, a volte anche gioia. Spesso la sentiamo nel corpo prima ancora di darle un nome: una pesantezza, una tensione, una rigidità.
Non serve classificarla alla perfezione. Basta riconoscerla e, se ci riusciamo, nominarla: “mi sento agitata”, “mi sento stanca”. Già questo crea una piccola distanza tra noi e l'automatismo.
Poi arriva un bisogno
Ogni emozione porta con sé un bisogno. La stanchezza può chiedere riposo, l'agitazione di calmarsi, la solitudine un po' di vicinanza. Nel Mindful Eating si parla anche di fame del cuore: uno dei canali attraverso cui la nostra fame si esprime.
È forse la domanda più preziosa di tutte: di cosa ho bisogno, adesso?
Il cibo come risposta
Il cibo è una strategia, e spesso funziona: è vicino, è rapido, consola davvero. Non c'è nulla di sbagliato.
La difficoltà nasce quando diventa l'unica strategia che abbiamo, o quando lo usiamo in automatico per far tacere un'emozione invece di ascoltarla. Il conforto del cibo è temporaneo: se il bisogno resta inascoltato, torna. E spesso si porta dietro il senso di colpa.
E se ci fossero altre strade?
Qui si apre uno spazio nuovo: allargare le possibilità. Non per sostituire il cibo, ma per avere più strade tra cui scegliere.
A volte può aiutare qualche respiro consapevole, una camminata all'aria aperta, scrivere quello che proviamo, chiamare una persona di fiducia. Le emozioni hanno un inizio e una fine: se le accogliamo, fanno il loro corso.
E se, dopo una pausa, scegliamo comunque di mangiare, va bene. Lo facciamo con intenzione e attenzione, assaporando, sapendo che è una scelta e non un automatismo. In ogni caso, l'emozione non resta sola.
Un piccolo invito per i prossimi giorni
La prossima volta che senti la spinta verso il cibo, fai un respiro e prova a chiederti, con calma:
Cosa sento? Di cosa ho bisogno? Il cibo è la strategia giusta, adesso? C'è un'altra strada che posso provare?
Non esiste una risposta giusta o sbagliata. Esiste la possibilità di conoscerti un po' meglio, con curiosità e gentilezza.
Scopri il Mindful Eating
In Mindful Eating Online ci occupiamo proprio di questo: aiutare le persone a ritrovare l'ascolto del corpo, della fame, della sazietà e delle emozioni, attraverso meditazioni guidate ed esercizi esperienziali. Non è una dieta e non è un metodo per dimagrire: è un modo per costruire, con calma, una relazione più serena e gentile con il cibo e con se stessi.
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