Quante volte ti giudichi? La voce che ci accompagna a tavola

Articolo · Mindful Eating Online · Lettura: circa 3 minuti
Metà pomeriggio. Prendi un biscotto, e prima ancora di finirlo arriva una voce: “non avrei dovuto”. Poi un'altra: “non ho proprio forza di volontà”. E magari, la sera, una terza: “domani rimedio”.
Sono convinta che quasi tutti conoscano questa voce. E voglio dirlo subito: è normale. La mente produce giudizi in continuazione, è il suo modo di funzionare.
Nel Mindful Eating proviamo ad accorgerci di quanto spesso parla, e di cosa ci dice. Perché quasi sempre ci giudichiamo molte più volte di quanto pensiamo. Proviamo a guardarlo più da vicino
Prima di scegliere
Il giudizio arriva spesso prima ancora del primo morso. Sul cibo: “questo è buono, questo è cattivo”, “questo sì, questo no”.
A volte non lo sentiamo nemmeno. È un'etichetta silenziosa, come quella di “cibo spazzatura” che attacchiamo a un pacchetto di patatine senza accorgercene.
Mentre mangiamo
Poi il giudizio si sposta sulla scelta: “ho sbagliato a prenderlo”, “ne sto mangiando troppo”. E mentre la mente è impegnata a giudicare, il cibo quasi non lo sentiamo: il sapore, il piacere, la sazietà passano in secondo piano.
Dopo l'ultimo boccone
E poi, quasi sempre, il giudizio arriva su di noi: “sono debole”. Spesso anche sul corpo, confrontato con i social, con le persone che conosciamo, con l'idea di corpo “giusto” che la cultura della dieta ci ha insegnato.
Quello che è iniziato con un biscotto diventa un giudizio su tutta la persona, e ce lo portiamo dietro per il resto della giornata.
Un'altra voce è possibile
Qui si apre uno spazio nuovo. I pensieri arrivano, e possiamo osservarli come pensieri, lasciando a noi la scelta di quanto peso dargli.
E se ti accorgi di esserti criticata, prova semplicemente a notarlo, senza aggiungere un'altra critica. Già notarlo è un passo.
La gentilezza passa da qui: scegliere con cura le parole che ci rivolgiamo. All'inizio basta provare a rispettarsi. Può aiutare chiedersi: se una bambina mangiasse quel biscotto, le diresti le stesse parole che dici a te?
Un piccolo invito per i prossimi giorni
Per un giorno, prova solo a notare questa voce, senza cambiare niente. Prima, durante e dopo il cibo, chiediti con calma:
Cosa mi sto dicendo? Su cosa, sul cibo, sulla mia scelta, su di me? Lo direi a una persona a cui voglio bene?
Ogni risposta va bene. La voce si abbassa piano piano, con pazienza, e ogni volta che la noti guadagni un po' di libertà.
Scopri il Mindful Eating
In Mindful Eating Online ci occupiamo proprio di questo: aiutare le persone a ritrovare l'ascolto del corpo, della fame, della sazietà e delle emozioni, con meno giudizio e più gentilezza, attraverso meditazioni guidate ed esercizi esperienziali. Un percorso per costruire, con calma, una relazione più serena con il cibo e con se stessi, lontano da diete e regole.
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