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IL PESO DELLE PAROLE.

Il linguaggio plasma la realtà in cui viviamo, non descrive solamente ciò che ci circonda ma rivela la visione che abbiamo di essa, in modo più o meno conscio.

Ecco perché le parole non sono mai così superficiali come sembrano e potenzialmente possono nuocere o aiutare, distruggere o donare nuova vita.

Scegliere quali usare è un allenamento quotidiano, per impedirci di sprofondare nel dolore e mettere in circolo odio, vittimismo, tossicità.


Pensate a quanto cambierebbe la società se comunicassimo ai bambini che praticare attività fisica è un piacere e un fattore di prevenzione anziché uno strumento per bruciare calorie e tenersi “in forma”.


Quante lacrime vi sareste risparmiate se aveste contato i momenti trascorsi con le persone che amate al posto delle calorie o dei carboidrati di una pietanza? Quanti pensieri soffocanti avreste evitato prestando più attenzione alla fame e al senso di sazietà invece di ascoltare giudizi non richiesti e commenti acidi?


Sii più gentile con te”, “Mangia con maggiore consapevolezza”, “Riposa se sei stanca” non possiedono il fascino del celeberrimo “se vuoi, puoi”...

ma neanche la sua tossicità.

No, non basta essere motivata e non devi necessariamente finire ciò che c’è a tavola dal momento che in Africa si muore di inedia.

Se hai sofferto di depressione, di DCA, per un lutto o un fallimento sforzati di non identificarti in essi: non sei la tua depressione, il tuo disturbo del comportamento alimentare, il tuo lutto.

Puoi fallire in quanto essere umano, ma non sei un fallimento.


Nessuno di noi può tornare indietro e modificare le parole pronunciate o ascoltate sin dall’infanzia ma tutti possono iniziare (da oggi!) a parlarsi diversamente e migliorare così la realtà.

Non sei “fatta così”. TU SEI.

Il resto della frase può cambiare, aggiungersi in un secondo momento, può darsi che tu debba ancora scoprirlo.

Mi raccomando, abbi cura delle parole con cui ti parli e inserisci nella tua quotidianità più ringraziamenti e complimenti, rivolgendoti al viso che ti si palesa davanti ogni mattina e ogni sera, riflesso nello specchio del tuo bagno.

L’amor proprio passa anche attraverso i toni incoraggianti e le espressioni di speranza, che prendono il posto dei giudizi estetici e/o svilenti.


Dai voce alla tua rivoluzione, sostituisci il “sono in ritardo” con un “procedo a modo mio, rispettando la mia andatura”.





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