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Iniziare a conoscere l’Intuitive Eating.

Cos'è l'Intuitive Eating?

L'Intuitive Eating è un approccio scientifico al comportamento alimentare che aiuta a (ri)trovare una relazione con il cibo che sia frutto di una spontanea integrazione tra i bisogni interni, l'ambiente e i nostri obiettivi profondi.

Perché iniziamo le diete? Perché sentiamo il bisogno di controllare il nostro peso? Perché recuperiamo il peso perso dopo una dieta? Perché le diete possono essere faticose? Perché abbiamo la sensazione (che spesso pare una forte convinzione) di non essere in grado di regolarci con il cibo, di ascoltare e rispettare i nostri bisogni di fame e sazietà? Perché tutte le cose che ci danno piacere sembrano essere proprio quelle che ci attirano di più e allo stesso tempo quelle che "dovremmo" evitare?


Perché viviamo in un sistema di credenze sul cibo sul peso e sul corpo legittimato e normalizzato, ma profondamente sbagliato, che ci porta nella direzione esattamente opposta rispetto ai nostri bisogni di salute ed equilibrio:

- La cultura della dieta che ci insegna che esistono alimenti migliori di altri e che se li scegliamo siamo brave persone.

- La grassofobia che ci fa desiderare un corpo magro perché la magrezza è di fatto un privilegio

- La mitizzazione della magrezza che ci ricorda che se vogliamo essere ben volute (amate, stimate) dovremmo avere un corpo bello, armonioso secondo certi canoni, conforme.

- e lo stigma medico sul peso che non smette di ricordarci che un peso elevato è un rischio per la salute (anche se non è realmente così).


L'Intuitive Eating ci accompagna nella (ri)scoperta di un modo di mangiare spontaneo, quel modo per cui siamo biologicamente programmati e he adotteremmo naturalmente se non fossimo condizionati dalla cultura dalla dieta&co.


Quando nasce l'Intuitive Eating

L’Intuitive Eating nasce negli anni ‘90 in America dall’osservazione clinica di due dietiste: Evelyne Tribole e Elyse Resch, le quali si erano rese conto che dopo ogni percorso di perdita di peso i loro pazienti ritornavano da loro perché terminata la dieta il peso era aumentato, spesso anche andando oltre al peso iniziale.

Oltre al peso Evelyne e Elyse notarono che il comportamento alimentare dei loro pazienti si era trasformato: era costellato di divieti, regole, sensi di colpa e la frustrazione per aver ripreso il peso aveva peggiorato la loro immagine corporea.

Tribole e Resch si sono lasciate guidare dalle esperienze delle loro pazienti ed hanno scoperto che nel loro recupero del peso non c'erano colpe personali, nè errori, ma una serie complessa di dinamiche comportamentali ed emotive che sembravano originare tutte proprio dalla dieta.


Cosa significa questo?

Al tempo erano solo ipotesi, ma gli studi svolti in questi 30 anni ci hanno dimostrato che le diete volte alla manipolazione del peso naturale non sono sostenibili nel tempo:

il 98% circa delle persone che fanno un percorso di perdita di peso recupera il peso.

I motivi di ciò sono tantissimi e il primo principio dell'Intuitive Eating ha proprio il compito di spiegarceli nel dettaglio con l'obiettivo di prendere fiducia nel nostro corpo e nel nostro comportamento, che non è rotto se recupera il peso, ma segue semplicemente un processo spontaneo per il quale siamo programmati: vivere nell'equilibrio del suo peso naturale.


Evelyne e Elyse hanno così deciso di abbandonare l'approccio classico all'alimentazione e alla perdita di peso ed hanno provato ad immaginare un approccio che possa rendere le persone autonome e responsabili del proprio comportamento alimentare, per vivere in equilibrio del loro peso naturale senza dover mai più fare una dieta dimagrante.

L’Intuitive Eating è passato così, grazie ai numerosi studi a sostegno, dall‘essere un approccio ispirato alla scienza ad essere un approccio basato sulla scienza.

Ogni principio che lo definisce è stato nel tempo validato da una solida letteratura e la sua scala di valutazione I.E.S (Intuitive Eating Scale) è utilizzata per ricerche sui disturbi alimentari, sullo stile di vita e sulle determinanti della salute.



E se volessi/dovessi perdere peso?

Il desiderio di perdere peso non ci abbandona in una società come la nostra, essere magre conferisce privilegi e non possiamo ignorarlo! La magrezza veicola automaticamente e spesso inconsapevolmente sicurezza, affetto, autorevolezza (basti pensare ai pregiudizi sulle persone grasse); ma non solo, anche cose quotidiane come l'acquisto di vestiti, il sedersi in una sedia di un qualsiasi bar, ritrovarsi rappresentate in un telefilm, vissute in un corpo grasso si trasformano in esperienze spiacevoli e/o momenti traumatici che possono generare stress psico-fisico.


L'obiettivo di perdere peso può allontanarci dallo sperimentare l'Intuitive Eating, che è un approccio volto alla ricerca di equilibrio e non ha obiettivi di peso, ma le domande da farsi a questo punto sono diverse:


- Cosa ho fatto fino ad adesso per perdere peso?

- Ciò che ho fatto mi ha portato ad un risultato duraturo e sostenibile?

- Come mi sentivo mentre facevo la dieta?

- Mi sentivo libera di scegliere sempre cosa e quanto mangiare?

- Mi sentivo libera di seguire i miei bisogni?

- Riuscivo/riesco ora, dopo numerose esperienze di diete, a capire i miei bisogni?

- Mi sento soddisfatta con ciò che mangio?

- Come vivo il piacere con il cibo?


Ti va ora di provare un'esperienza diversa?

L'Intuitive Eating, dopo anni di diete e preoccupazione sul peso e il cibo ti porta gradualmente a rafforzare l'ascolto del tuo corpo, ti fornisce gli strumenti e le risorse per rispettarlo nei suoi bisogni, e per vivere il piacere con autenticità senza senso di colpa.


"Se mollo le regole mangerò male"

I benefici dell'Intuitive Eating sono numerosi, nei numerosi studi scientifici svolti è stato scoperto che non è un approccio solamente finalizzato al recupero di una relazione spontanea e piacevole con il cibo, ma che il permesso incondizionato (principale obiettivo del percorso) è una risorsa necessaria per fare scelte di benessere con l'alimentazione.


Le persone che scelgono liberamente cosa e quanto mangiare hanno uno stile alimentare protettivo, preventivo e di benessere.

Una delle principali critiche mossa all'Intuitive Eating nel mondo scientifico è:

Se si permette alle persone di mangiare cosa e quando vogliono finiranno per mangiare male.


La scienza, però, ci ha dimostrato il contrario:

Smithe Hawks nel 2006 condusse uno studio di 350 uomini e donne di un college americano per valutare l'associazione tra permesso incondizionato a mangiare (uno dei principi cardine dell'Intuitive Eating) e la qualità dell'alimentazione.


Contrariamente alle aspettative le persone con punteggi maggiori nella scala dell'Intuitive Eating, hanno dimostrato avere anche punteggi alti in una scala che valuta la qualità dell'alimentazione (in relazione all'alimentazione mediterranea).


Altre osservazioni che derivarono da quello studio e altri successivi:

- non risultò nessuna associazione tra il consumo di alimenti di peggiore qualità e un comportamento alimentare libero.


Ti sembra impossibile perchè oggi senti il bisogno di mangiare più alimenti dolci e molto molto gustosi?

Sappi che dopo un periodo lungo di dieta e di restrizione è normale avere la sensazione di desiderare maggiormente proprio quegli alimenti di cui ci siamo privati a lungo, ma il nostro corpo saprà ritrovare gradualmente l'equilibrio. Ne deduciamo che l'intuitive eating non porta ad un'alimentazione sbilanciata.


Autrice dell’articolo Dott.ssa Veronica Bignetti

Fonti : www. intuitiveeating. org/ resources / studies /


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